LOVE for ANIMALS …!!

……………

Fermiamo lo sterminio di due milioni di gatti in Australia!

Il ministro dell’Ambiente australiano Greg Hunt ha annunciato che entro il 2020 saranno sterminati ben due milioni di gatti selvatici. Secondo uno studio scientifico questi animali rappresenterebbero infatti una minaccia per alcune specie autoctone di volatili. I felini verranno uccisi con esche avvelenate, mentre il ministero ha addirittura messo a disposizione una App per smartphone, “FeralCatScan”, per segnalare le colonie e rendere così più facile lo sterminio.
È inaccettabile che il genere umano di sua iniziativa si attivi per lo sterminio di un’altra razza. Questo genocidio animale è inumano e inaccettabile. Oltre a essere crudele, uccidere questi gatti è anche assolutamente inutile, considerato che gli esemplari rimanenti continueranno a riprodursi.
I fondi per il progetto di contenzione – oltre 6 milioni di dollari, secondo quanto è stato annunciato – potrebbero essere riconvertiti in un piano capillare di sterilizzazione, l’unica pratica che possa davvero assicurare la contenzione dei felini, poiché impedirebbe loro la riproduzione.
Con questa petizione chiedo al governo australiano di fare un passo indietro e di non mettere in pratica questa crudele uccisione di massa.
Firma la petizione, condividila e aiutami a fermare questo sterminio autorizzato! Grazie.

http://www.thepetitionsite.com/it-it/288/561/237/fermiamo-lo-sterminio-di-due-milioni-di-gatti-in-australia/?cid=headerClick

 

———————————————

Angelo, 200mila firme per una condanna esemplare. Caruso: “legame tra crudeltà e pericolosità sociale”

http://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/cosenza/116581-giustizia-angelo-quasi-200mila-firme-chiedere-la-condanna-dei-4-ragazzi-criminologo-potenziale-pericolosita-sociale-audio

cane-angelo


CONDIVIDETE…!!

https://www.facebook.com/simone.lucatelli.50/posts/185628541891047

————————–

……………………….

“L’equilibrio tra alimentazione e salvaguardia del pianeta è delicato e fragile… e sta ad ognuno di noi farsi carico della sua parte di responsabilità per salvare il mondo.
E l’unica scelta possibile è quella vegana.”
“..quante implicazioni si nascondono dietro a questo efferato comportamento dettato dal profitto economico di pochi a discapito della salute di tutti?”

http://www.veganlifestyle.it/2015/04/24/263/

 

Red Canzian uno dei componenti della più longeva band italiana, i mitici Pooh,…
VEGANLIFESTYLE.IT|DI VEGANLIFESTYLE

Fin dalla preistoria l’uomo ha sottomesso la donna, ti va bene anche quello o il discorso della preistoria vale solo per quello che ti fa più comodo?
Ecco la lista delle scuse più gettonate:


——————————————————————-

TI PIACE IL LATTE DI MUCCA ??’

TI PIACE IL FORMAGGIO ???

TI PIACE LA CICCIA ???

ALLORA BUON DIVERTIMENTO….
MA RICORDA:

IL CARNEFICE SPIETATO…SEI ANCHE TU !:..

TU SEI IL MANDANTE !

E SCUSA SE E’ POCO !

https://www.facebook.com/Giustizia.Animalista/photos/a.1499360423687219.1073741843.1436694903287105/1532449117045016/?type=3&theater

 ———————————————————–
foto di Giustizia Animalista.

Ecco a voi una lista delle SCUSE più utilizzate da coloro che fingono di non VEDERE, né SENTIRE, la sofferenza generata dalle loro scelte alimentari, cercando di scaricare la propria responsabilità sugli altri.

Quegli individui NON VEDONO MAI, NON SENTONO MAI ma PARLANO SEMPRE, anzi URLANO, per cercare di ZITTIRE la propria coscienza. Lo fanno di continuo, con chiunque LI METTA DAVANTI ALLA VERITÀ che si cela nelle LORO SCELTE, quella verità che li rende RESPONSABILI IN PRIMA PERSONA di TORTURE inimmaginabili che vengono inflitte agli ANIMALI, a causa delle LORO ABITUDINI ALIMENTARI (badate bene, abitudini e non reali necessità).

SALVATE il link di questo post perché, la prossima volta che incontrerete una di quelle persone, vi tornerà UTILE.

—————————————————————————

► 1 – MANGIARE CARNE È NATURALE

Che sia o meno naturale, è da dimostrare. Che cosa significa poi, “naturale”, in quale contesto, tempo e luogo?
Può essere naturale per alcune tribù primitive, ma, anche in questo caso, solo una piccola parte della loro dieta sarà basata sulla carne, mentre la parte più consistente sarà basata su frutta, radici, bacche, come è successo per i nostri progenitori.

Noi, però, stiamo parlando di qui e ora. Qui, nei paesi ricchi. Ora, nel mondo moderno. Cosa vi è di naturale nell’allevamento di animali, e nei macelli? E cosa vi è di naturale, nelle nostre vite?
Anche se l’uccisione di animali per cibarsi delle loro carni fosse naturale (ma non lo è, perché gli allevamenti intensivi e le catene di smontaggio sono quanto di meno naturale possa esistere sulla Terra), non vediamo motivi per aggrapparsi a questa “naturalità”. Tiriamo in ballo il naturale solo quando ci fa comodo per giustificare le nostre abitudini? Possiamo anche farlo, ma non possiamo fingere che questo sia onesto e coerente.

La nostra è una scelta basata sull’etica, ma anche sulle ragioni ecologiste (eccola qui, la Natura. Vi sta a cuore? Non distruggetela con allevamenti intensivi!), sociali, e salutiste. In sostanza, a questa domanda abbiamo risposto su tre piani:
– non ha alcuna importanza che sia naturale o meno se la scelta è etica;
– il mangiar carne, così com’è fatto oggi, non ha assolutamente niente di naturale;
– le nostre vite hanno ben poco di naturale, quindi, perché insistere su questo aspetto solo per tentare di giustificare una scelta carnivora?

Infine: se vi sta tanto a cuore la coerenza e la “naturalità” (a noi no davvero), seguite il consiglio dello scrittore Percy Shelley: “Chi difende il cibo animale dovrebbe costringersi a un esperimento decisivo per stabilirne la validità… lacerare le carni di un agnello vivo coi soli denti, e affondare la testa dentro i suoi intestini, estinguere la propria sete nel sangue fumante; quando, fresco di questa orribile azione ritornasse agli irresistibili istinti della natura che si ergerebbero in giudizio contro di essa, e dicesse, la Natura mi ha fatto per questo genere di lavoro. Allora, e solo allora, sarebbe coerente”.

—————————————————————————

► 2 – MA ALLORA ANCHE LE CAROTE SOFFRONO

Volendo rispondere in modo serio a una affermazione tanto palesemente disonesta, possiamo dire che: innanzitutto, i vegetali non hanno un sistema nervoso, e quindi, anche se sicuramente sono in grado di reagire agli stimoli esterni, non possiamo catalogare queste reazioni come sentimenti.
Se anche così fosse, sarebbe un motivo in più per nutrirsi direttamente di vegetali anziché di cibi animali, perché per “produrre” carne la quantità di vegetali usata è molto maggiore di quella necessaria per il diretto consumo umano.

Inoltre, abbiamo molti dubbi sul fatto che chi pone questa domanda abbia davvero a cuore la sofferenza dei vegetali: se è così insensibile da non aver problemi ad ammazzare animali per cibarsene, quando gli animali sono palesemente esseri senzienti che soffrono, perché dovrebbe farsi problemi ad addentare una carota? Una critica del genere fatta a un vegano potrebbe essere presa sul serio solo se provenisse da un fruttariano. Un fruttariano si ciba solo di frutta, e così facendo non causa né morte, né danno alle piante, perché la frutta si stacca dalla pianta in modo naturale.
Chi è veramente interessato alla sofferenza delle piante, dovrebbe fare questa scelta.

Se l’obiezione è invece sollevata per “dimostrarci” che non siamo coerenti fino in fondo nella nostra scelta, lasciateci rispondere “Da che pulpito vien la predica”! Chi non si preoccupa minimamente di arrecare sofferenza agli altri può star tranquillo e non essere accusato di incoerenza perché ogni cosa che fa è lecita, è la coerenza del menefreghismo. Chi invece si preoccupa di causare il minor danno possibile deve essere “perfetto”, pena il venir tacciato di incoerenza. Molto comodo!

Ma lasciateci dire che a noi della coerenza importa ben poco. Ci importa di fare il più possibile per minimizzare la sofferenza che arrechiamo, e il fatto di non poter essere perfetti non è certo una ragione per indurci a non fare niente del tutto.

—————————————————————————

► 3 – ANCHE GLI ANIMALI SI UCCIDONO TRA LORO PER MANGIARE

Alcune specie animali ne uccidono altre per cibarsene, la maggior parte delle specie invece è erbivora (o onnivora, potendosi nutrire, quando capita, di cibo animale). Perché dobbiamo prendere ad esempio i carnivori, e non gli erbivori (frugivori, nel nostro caso), a cui somigliamo di più per conformazione dell’intestino, della dentatura, degli arti? Inoltre, gli animali veramente carnivori non hanno scelta. Il leone non può nutrirsi di frutta, ne morirebbe, e non ha la possibilità di coltivare cereali e legumi. Noi sì, e abbiamo la possibilità di scegliere. Quindi la responsabilità è solo nostra, non della “Natura”.

—————————————————————————

► 4 – ALLORA DOVRESTI CAMMINARE SOLLEVATO DA TERRA PER EVITARE DI PESTARE GLI INSETTI

Rimandiamo per questo alla risposta alla domanda 2. Aggiungiamo solo che è ben
diverso uccidere involontariamente degli insetti, durante il corso della nostra normale vita, e imprigionare, torturare e uccidere scientemente animali capaci di sentimenti.

—————————————————————————

► 5 – È NATURALE DIFENDERE LA PROPRIA SPECIE

Sì, è naturale difenderci quando siamo attaccati, o quando una risorsa ci è necessaria per vivere e non vogliamo dividerla con altri (magari è egoista, ma è naturale). Nessuno degli animali che noi alleviamo e uccidiamo, però, ci attacca, attenta alla nostra vita, o ci è necessario per vivere.
In quanto alle risorse, siamo proprio noi che le sprechiamo dandole in pasto agli animali d’allevamento. La semplice golosità, ingordigia, e inerzia al cambiamento non sono affatto reazione di difesa, e non possiamo mascherarle come tali.

—————————————————————————

► 6 – SE NON ALLEVIAMO QUESTI ANIMALI, SI ESTINGUERANNO

A questa “obiezione” vi sono varie risposte. Innanzitutto, il problema che il vegetariano etico si pone non è certo un problema di estinzione della specie, ma di sofferenza dei singoli individui. Inoltre, questi animali vengono fatti nascere e allevati solo per essere uccisi, non sono animali che vivono in natura. Si tratta di specie inventate dall’uomo, che in natura non esistono proprio. Esistono delle specie selvatiche che somigliano loro (i cinghiali, i bufali, vari uccelli, le lepri, ecc.), e che continueranno ad esistere, se l’uomo le lascerà in pace. Infine, far nascere degli animali con il solo scopo di tenerli prigionieri e poi ammazzarli non può essere certo visto come un servigio reso loro o alla loro specie. Molto meglio non farli nascere affatto.

—————————————————————————

► 7 – MA SE NON UCCIDIAMO GLI ANIMALI PER MANGIARLI, NON CI SARÀ PIÙ SPAZIO PER NOI SULLA TERRA

Questa obiezione è esattamente l’opposto della precedente, ma è basata su una incomprensione di fondo molto simile: questi animali non esistono in natura, siamo noi che li facciamo nascere. Non è che esistono, e noi li dobbiamo ammazzare affinché non arrivino a sopraffarci. Al contrario, siamo noi stessi che, facendoli nascere e allevandoli, rubiamo spazio alla nostra specie, e alle specie selvatiche, per far posto a questi animali: il 24% delle terre emerse del pianeta è occupato da bovini, e se contiamo anche il resto di animali d’allevamento la percentuale cresce.

—————————————————————————

► 8 – MA NON FAI DEL MALE ALLE MUCCHE SE NON LE MUNGI?

No. Le mucche, se lasciate vivere libere, non hanno alcun bisogno di essere munte. Le mucche producono latte quando partoriscono un vitellino, come le donne umane producono latte quando partoriscono un figlio. E, come le donne non necessitano di essere munte, perché il loro latte serve da nutrimento per il loro figlio, lo stesso succede alle mucche. Quel che accade negli allevamenti è che il vitello viene portato via alla madre appena nato, e il latte della mucca viene munto e venduto. La mucca è costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte quella che produrrebbe per nutrire suo figlio, con conseguente ingrossamento abnorme delle mammelle, mastiti, e quindi grande sofferenza.

—————————————————————————

► 9 – SIAMO CARNIVORI, PER QUESTO ABBIAMO I DENTI CANINI

Sul fatto che siamo carnivori non v’è dubbio: non lo siamo affatto. Siamo onnivori, nel senso che possiamo mangiare di tutto, non che dobbiamo mangiare di tutto. Vi sono cibi che più si adattano al nostro organismo (la frutta, e i vegetali in generale), altri che vi si adattano di meno (la carne).
Se l’argomento a favore del nostro presunto carnivorismo è solo quello dei denti canini… beh, pensate davvero che coi nostri “canini” noi possiamo essere in grado di lacerare le carni di un animale ammazzato coi nostri “artigli”?!? Confrontate i nostri canini coi denti dei veri carnivori, e vi farete un’idea più precisa.

—————————————————————————

► 10 – MA SE MANGIO LE UOVA DI GALLINA NON FECONDATE, NON VA BENE?

Il nostro rifiuto di nutrirci di uova non è dovuto al fatto che dall’uovo potrebbe nascere un pulcino, sia perché in realtà il pulcino non è nato affatto, e quindi non può essere ucciso, sia perché negli allevamenti di galline ovaiole non esistono galli, e quindi le uova non sono fecondate. Il rifiuto di consumare uova deriva dal fatto che, per produrle, le galline sono tenute prigioniere in condizioni atroci, che vengono ammazzate a “fine carriera” (cioè dopo 2 anni), e che per “produrre” una gallina ovaiola un pulcino maschio deve essere ucciso.

—————————————————————————

► 11 – GLI ANIMALI SONO STATI ALLEVATI PER FORNIRCI CIBO: “SONO ALLEVATI APPOSTA”

Questa affermazione è veramente disarmante. Sembra sottintendere che, se ammazziamo degli animali che vivono in natura, compiamo un atto condannabile, mentre se ammazziamo animali che abbiamo fatto nascere noi stessi, abbiamo tutto il diritto di farlo. Come spiegare che questo punto di vista non è così scontato e universalmente riconosciuto, ma è del tutto antropocentrico? Quel che noi sosteniamo è che non siamo padroni degli animali. Gli animali sono essere sensibili, non oggetti che possiamo usare a nostro piacimento. Non abbiamo il diritto di farli nascere, allevarli in prigionia tra mille sofferenze, e alla fine ammazzarli. Ne abbiamo il potere. Ma ciò non significa averne il diritto. Se noi non li facessimo nascere, non esisterebbero, certo. Ma questo non ci dà il diritto di ucciderli. Meglio non farli nascere affatto. Se li facciamo nascere per torturarli e ucciderli, abbiamo una responsabilità e una colpa ancora maggiori sulle nostre spalle.

—————————————————————————

► 12 – GLI ANIMALI TRASFORMANO I VEGETALI CHE NON POSSIAMO MANGIARE IN CARNE CHE POSSIAMO MANGIARE

Questo può essere vero in teoria, e poteva esserlo secoli fa. Ora non è più così, ma avviene invece il contrario. Come premessa va detto comunque che, anche se fosse così, non sarebbe lo stesso lecito, da un punto di vista etico, ammazzare gli animali, perché non ne abbiamo bisogno, possiamo ricavare tutti gli elementi nutritivi necessari dai vegetali, non abbiamo bisogno che altri animali li trasformino in nostra vece. Tutti gli aminoacidi essenziali sono già presenti nei vegetali.

Detto questo, oggi gli animali vengono nutriti per lo più a cereali e soia, alimenti che si potrebbero usare in maniera molto più efficace per il consumo diretto umano. Un ettaro coltivato a cereali produce cinque volte più proteine di un ettaro destinato alla produzione di carne; i legumi (fagioli, piselli, lenticchie) ne producono 10 volte di più. Anche i bovini allevati a pascolo non fanno altro che rubare terra all’agricoltura, o alle foreste, comprese quelle tropicali (nella foresta Amazzonica l’88% dei terreni disboscati è stato trasformato in pascolo), provocando desertificazione e cambiamenti climatici.

Ad oggi gli occidentali si possono ancora permettere questo smodato consumo di carne perché sfruttano la terra dei paesi del Sud e dell’Est del mondo che hanno un consumo di carne di molto inferiore. Se tutti consumassero tanta carne quanta ne viene consumata dagli abitanti dei paesi ricchi, non basterebbero tutte le terre emerse per garantire pascoli e mangimi per tutti gli animali. Mentre con le terre coltivate già oggi disponibili, si potrebbe nutrire una popolazione vegana ben superiore all’attuale popolazione mondiale, senza alcun problema di fame nel mondo.

—————————————————————————

► 13 – AH, SEI VEGETARIANO, ALLORA MANGI SOLO PESCE?

Definizione di vegetariano: chi esclude dalla sua alimentazione tutta la carne, di mammiferi, volatili, pesci, molluschi, crostacei e di ogni altra specie. Chi non mangia animali terresti ma si nutre di pesci NON è vegetariano.

—————————————————————————

► 14 – MA IL TONNO LO MANGI ? NOOO? AH GIÀ! PER VIA DEI DELFINI

A questa domanda risponde già la replica alla precedente, ma vale la pena di sottolineare che un vegetariano non fa distinzione di specie: un delfino non è più importante di un tonno, entrambi meritano di vivere la propria vita lontani dall’influenza umana.

—————————————————————————

► 15 – QUELLA VERDURA LÌ L’HAI TOLTA AD UNA MUCCA

Anche per questa domanda l’ingenuità è disarmante. Ma vediamo di provare lo stesso a rispondere. Innanzitutto, non siamo tanto noi che togliamo i vegetali di bocca alle mucche quanto piuttosto il viceversa (vedi domanda 12). Inoltre, quel che noi sosteniamo è che le mucche non si dovrebbero proprio far nascere (vedi domande 6 e 7), sono animali che alleviamo solo per poterli ammazzare (se non è gentile togliere la soia di bocca a una mucca, lo è forse ammazzarla?!), quindi, se non le facciamo nascere non vi sarà più il problema di rubargli il mangiare di bocca.

—————————————————————————

► 16 – L’IMPORTANTE È CHE SIANO MACELLATI IN MANIERA UMANA

Molti consumatori di carne e latte hanno una fantasia che raccontano a se stessi al fine di alleviare qualsiasi occasionale fitta di fastidio per il fatto che la loro cena era una volta un essere vivente e senziente: si chiama “macellazione umanitaria”.

Ci sono leggi per garantire che gli animali destinati per i nostri piatti sono uccisi rapidamente e in modo indolore, no? E sono solo “animali da fattoria”, non tanto intelligenti, i quali vanno placidamente verso la morte senza sapere cosa stia per accadere, no?

Quando si visita un mattatoio, la prima cosa che colpisce i sensi sono i suoni che emettono gli animali che stanno per essere uccisi dall’industria della carne e del latte. Non è il piacevole e bucolico muggito che si potrebbe sentire in una passeggiata tra i pascoli di montagna, ma un suono concitato e frenetico. Le mucche sbavano e loro nasi scorrono così copiosamente che hanno difficoltà a respirare. Ognuna di loro aspetta in fila nello stretto passaggio che conduce alla trappola di stordimento e tutte soffrono gli stessi sintomi di terrore. Spesso si slanciano freneticamente, inutilmente e pateticamente verso il soffitto, ovvero l’unica direzione che non è bloccata da un cancello o una parete.

Questi animali, che sono in grado di percepire un odore a parecchie centinaia di metri di distanza grazie al loro incredibile olfatto, sono costrette a sentire nelle proprie narici l’odore del sangue delle loro compagne uccise e smembrate a breve distanza. Terrorizzati, quando la sbarra si alza per il loro turno, cercano tutte inutilmente di scappare.

—————————————————————————

► 17 – SE IL MONDO DIVENTASSE VEGANO, GLI ALLEVATORI E GLI OPERAI DEL MACELLO RIMARREBBERO SENZA LAVORO

Ci sono persone il cui compito è di disegnare immagini accattivanti sui pacchetti di sigarette per incrementare la voglia di fumare. Ci sono persone il cui compito è quello di punire con la tortura altri esseri umani, come accade nei paesi dove i diritti fondamentali della persona sono ancora inesistenti. Ci sono persone il cui compito è quello di inoculare sostanze chimiche accecanti negli occhi di conigli per testarle. Ci sono persone cui il compito è quello di confinare volpi in minuscole gabbie, ucciderle tramite elettrocuzione anale e scuoiarle per ricavarne pellicce di lusso.

Il solo fatto di vivere in un mondo in cui le persone sono in grado di ricavare un profitto sfruttando e facendo del male ad altri non significa che tutto ciò vada bene. Avere un lavoro non costituisce una virtù di per sé. Si consideri inoltre che i metodi odierni di allevamento degli animali hanno ridotto drasticamente il numero dei posti di lavori nel settore. Il modello di confinamento intensivo o allevamento industriale è sempre più globale e si basa sull’uso di tecnologie finalizzate a produrre la maggior quantità di animali con il minor costo e lavoro possibile. Questo significa che, per fare solo un esempio, un capannone per l’allevamento di galline “da carne” avrà diecimila uccelli stipati al suo interno che di solito saranno supervisionati da un solo lavoratore.

Man mano che ci saranno più persone che smetteranno di mangiare carne, uova, latticini (e, in generale, di usare prodotti di origine animale), verranno creati nuovi posti di lavoro e nuove industrie che non ne fanno uso. Nel momento in cui diminuirà la domanda di prodotti di origine animale, assisteremo anche ad un aumento di programmi volti a favorire la transizione verso un altro tipo di industria. D’altronde, quando si tratta di registrare un aumento nelle vendite di pannelli solari, nessuno usa la scusa che potrebbero aumentare i posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili a discapito di quelli nell’industria del gas e del petrolio.

Inoltre Il passaggio da un mondo smodatamente carnivoro a uno totalmente vegano, se mai avverrà, sarà graduale, e non avverrà certo nel giro di pochi anni. Perciò vi sarà tutto il tempo per le future generazioni di scegliere lavori diversi. Diminuiranno i macellai, e aumenteranno altri tipi di lavoratori: fruttivendoli, addetti alla preparazione di pasti vegani, ecc.

—————————————————————————

► 18 – SE TUTTI DIVENTASSERO VEGANI GLI ANIMALI INVADEREBBERO LA TERRA

Quante volte avete sentito questa sciocca affermazione? Naturalmente quella frase non è detta seriamente, ma è solo un alibi per continuare a dare sostegno alla violenza sugli animali. La verità è coloro che usano quella scusa sostengono che gli animali potrebbero risultare un problema qualora non fossero allevati nell’ipotesi assurda che diventassimo tutti vegani all’improvviso. Ma certamente quelle persone non passeranno al veganismo all’improvviso (come neanche il resto della popolazione). La loro presunta preoccupazione è solo una scusa per distogliere l’attenzione da qualsiasi questione etica.

Inoltre, a livello globale, quasi tutti gli animali mangiati o usati dagli esseri umani vengono fatti nascere attraverso inseminazioni artificiali e selezioni della razza. Cosa succederebbe quindi a tutti gli animali, se il mondo diventasse vegano? È abbastanza semplice: se smettiamo di mangiarli o di allevarli per produrre prodotti di origine animale, smetteremmo anche di allevarli e farli nascere forzatamente.

È anche vero che allevamenti estensivi (e quindi colture in gran parte ad alimentare gli animali allevati) e i nuovi insediamenti urbani stanno attraendo animali selvatici verso le città. Gli esseri umani stanno prendendo il loro spazio, il loro cibo, le acqua in modi diretti e indiretti, a causa del pascolo, dell’aumento dell’uso di terreni agricoli per sostenere la domanda di mangimi per animali, del cambiamento climatico (per il quale l’allevamento di animali è uno dei principali colpevoli).

—————————————————————————

► 19 – IO MANGIO SOLO UOVA DI GALLINE DOMESTICHE O DI PICCOLE FATTORIE FELICI

1) È un errore comune quello di pensare che le galline semplicemente depongano continuamente uova per “natura”, dato che le galline ovaiole moderne sono state selezionate intensivamente per deporre tra le 250 e le 350 uova all’anno. Ma in natura, le galline, come tutti gli uccelli, depongono uova solo durante la stagione riproduttiva — principalmente in primavera — e solo quel numero di uova sufficiente ad assicurare la sopravvivenza dei loro geni: circa 10-15 uova all’anno.
Il tasso innaturalmente alto di produzione intensiva delle uova (che le impoverisce di energia e sostanze minerali) a cui vengono costrette comporta che, anche in piccole fattorie o nel caso di “galline da cortile”, le galline siano a tutti gli effetti prigioniere all’interno del proprio corpo, una bomba ad orologeria per tutta una serie di disturbi legati all’allevamento per la sovrapproduzione di uova, comprese le malattie spesso mortali del tratto riproduttivo, osteoporosi e relative fratture ossee e, in alcuni casi, la paralisi scheletrica totale.

Le galline fanno un uovo al giorno anche per 300 giorni consecutivi solamente perchè l’uovo viene giornalmente sottratto. Se una gallina viene lasciata a se stessa fa circa 10 uova poi smette e inizia covarle. Se invece le sottrai induci l’organismo a produrre nuove uova. Questo è un meccanismo presente in molti uccelli per salvaguardare la riproduzione. Infatti se un uccello perde le uova per un predatore o per intemperie, ne fa di nuove senza aspettare la successiva stagione riproduttiva.
Quindi sottrarre le uova alle “amiche ” galline” salvate o non salvate, le induce a produrne altre in sovrannumero rispetto alla naturale fisiologia riproduttiva. Questo comporta oltre allo sfruttamento, anche lo stimolo a una sovrapproduzione con conseguente indebolimento dell’organismo e in sostanza l’accorciamento della vita media.
Altro fattore importante è che gli uccelli hanno cura delle loro uova e rubargliele gli induce uno stress emotivo. Il fatto che la gallina, come altri uccelli che producono molte uova, sembra che abbandoni l’uovo deposto è dovuto al fatto che la cova inizia solo dopo che sono state deposte tutte le uova del ciclo riproduttivo così da sincronizzare le nascite.
In sostanza l’unico comportamento accettabile lasciare che la gallina covi le sue uova che poi abbandonerà dopo un certo tempo a causa della mancata schiusa.

2) Qualsiasi consumo di uova (come il consumo di latte e derivati) perpetra l’idea che sia moralmente accettabile servirsi degli animali, e sfruttare i sistemi riproduttivi femminili. Consumare uova di qualsiasi gallina invia un potente e dannoso messaggio: normalizza la pratica di appropriarsi e speculare sui corpi femminili ed i loro processi riproduttivi, e legittimizza la pratica di allevare animali senzienti come fossero una proprietà, allo scopo di trasformarle in carne e secrezioni del cui consumo non abbiamo nessun bisogno a livello biologico.

Le galline sono state addomesticate per un unico motivo: sfruttarle. Tutte le galline usate per carne e uova sono il risultato di secoli di violento dominio e decenni di invasiva manipolazione genetica che condanna persino quelle che hanno avuto la fortuna di essere state salvate e adottate ad una vita di innaturale debolezza e malattie. Questo significa che tutte le uova, anche quelle di galline salvate dagli allevamenti, sono il prodotto di un’ingiustizia.

Dal momento che non abbiamo alcun bisogno di consumare uova dal punto di vista biologico, possiamo smettere di dare il nostro appoggio ad un’industria di sfruttamento scegliendo cibi di origine vegetale alternativi alle uova, sia per le ricette da forno che per cucinare.
Coloro che hanno salvato e adottato delle galline possono dare le uova alle stesse come cibo, dato che le galline di solito le mangiano molto volentieri, oppure possono tritarne i gusci e mischiarli al mangime per rifornirle del calcio di cui hanno gran bisogno.

3) La questione delle galline salvate o che vivono liberamente nel cortile di casa non dovrebbe essere valutata in base al grado di sofferenza che gli si potrebbe arrecare prendendo o mangiando un uovo. La questione è molto più ampia.

Il veganismo è soltanto una conseguenza logica dell’aver assunto una prospettiva antispecista, e l’antispecismo va ben oltre il “cosa” mangiare o non mangiare, così come va ben oltre il “quanta sofferenza si nasconde dietro le nostre abitudini alimentari”.
Quindi, come anticipato sopra, non tratta il grado di sofferenza che possiamo arrecare ad un individuo sfruttandolo o anche solo usandolo (questo è il concetto chiave del welfarismo, non dell’antispecismo), bensì la decostruzione di un certo tipo di mentalità e la ridefinizione del nostro rapporto con gli animali non umani.

Il fatto di usare un uovo o meno, in confronto a tutto il resto, è a volte, erroneamente, considerato il problema minore.
Nessuno mette in dubbio che il grado di sofferenza non sia neanche lontanamente paragonabile (così come a questo punto sarebbe lecito anche fare una differenza in base alla diversa quantità di sofferenza arrecata dai vari tipi di sfruttamento), ma questo è un modo di ragionare per comparti stagni, in cui la “radice” viene considerata soltanto uno dei “rami”, tra l’altro neanche messo in connessione con tutti gli altri rami.
Se iniziamo a ragionare per priorità, ritenendo che una cosa sia più grave dell’altra (quando invece sono un tutt’uno) e cercando di smantellarne prima una senza mettere in discussione l’altra, perdiamo di vista il fulcro di tutta la questione e non andiamo ad agire sulle cause, ma soltanto sugli effetti secondari.

Una domanda da porsi è: per quale motivo le galline vengono sfruttate? Perché esistono gli allevamenti, intensivi e non? Qual è la causa di tutta la sofferenza di cui si sta dibattendo?
È chiaro che le galline vengano allevate per le uova, e che quindi sia proprio quel “prodotto”, e la concezione che noi possiamo disporne, la causa del tutto.
Il fatto di ritenere ingenuamente che non vi sia nulla di male nel prendere un uovo ogni tanto da una gallina, magari anche salvata, ribadisce la concezione secondo cui un uovo è per noi un cibo ed è nostro diritto prenderlo anche qualora non ve ne fosse (e non ve ne è) la necessità. Non è altro che la legittimazione di un certo tipo di mentalità, che è poi quella che sta alla base dello sfruttamento degli animali.
Certamente l’effetto è diverso, e certamente in questo caso ci si preoccupa della loro sofferenza e le si considera individui, ma non è la sofferenza il punto, bensì la mentalità che in altri contesti genera quella sofferenza. È quella che va messa in discussione, secondo me, non le sue diverse emanazioni. La radice, non i rami.

Se noi vogliamo decostruire un condizionamento culturale, dobbiamo anche renderci conto che le domande che ci si pone riguardo alla legittimità dell’uso delle uova sono frutto proprio di quel condizionamento culturale.
Una domanda da porsi al riguardo potrebbe essere: “Se le galline non fossero mai state allevate e usate per le uova e fossero come un altro animale che non produce nulla, come ad esempio una volpe, queste domande ce le faremmo?”.
Il punto è che la nostra cultura ci ha abituato a vedere e a pensare ad alcuni animali come produttori di qualcosa, ed è una visione che abbiamo talmente introiettato che è difficile liberarsene.
Li si vede come individui, ma c’è sempre una parte del nostro cervello che tende a fare il collegamento immediato con ciò che producono. Ma è proprio questo che va eradicato.
È proprio questo collegamento il motivo per cui è ritenuto giusto e accettabile utilizzare determinati animali, non curandosi di come lo si faccia.
È proprio questo collegamento a legittimare le varie pratiche.

Se non desideriamo abbandonare l’abitudine di considerare le uova come cibo, perchè il resto del mondo dovrebbe privarsene, se è giusto considerarle un cibo?
Se continuiamo a collegare automaticamente galline e uova (per condizionamento culturale che è proprio quello che vorremmo combattere) continuiamo involontariamente a trasmettere un’immagine oggettualizzata e utilitaristica di quegli individui (anche se noi li consideriamo individui), e quell’immagine, purtroppo, legittima l’uso che gli altri ne fanno non preoccupandosi di arrecar loro un’immensa sofferenza.

—————————————————————————

► 20 – ABBIAMO BISOGNO DI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE PER STARE IN SALUTE

1) Nel luglio 2013, l’organo di punta del Governo Australiano in materia di salute e ricerca medica, il National Health and Medical Research Council, ha riconosciuto che una dieta senza alcun prodotto di origine animale è una valida opzione per tutti. Gli esperti di salute del Governo Australiano confermano, quindi, che un’alimentazione con prodotti di sola origine vegetale (naturalmente ben pianificata come deve essere ogni alimentazione) è sana e sicura per tutte le età.

Nelle linee guida della relazione pubblicata dal Governo Australiano
( http://www.nhmrc.gov.au/…/n55_australian_dietary_guidelines…

, pagina 35), gli alimenti di origine vegetale sono dati come valide alternative agli alimenti di origine animale, aggiungendo anche consigli su come pianificare i propri pasti per la transizione.
Nelle linee guida viene messo nero su bianco come le alternative agli alimenti di origine animale possono, per tutti, “aumentare la varietà dietetica e fornire una preziosa e conveniente fonte di proteine e altri nutrienti.”Siamo lieti che esperti di salute a livello governativo abbiano preso finalmente in considerazione l’enorme numero di prove scientifiche che confermano come il veganismo non è solo una scelta realizzabile per persone di qualsiasi età (compresi bambini e gravide e le donne l’allattamento al seno) ma che mangiare cibi vegetali invece di alimenti di origine animale può apportare molti benefici per la salute, come la riduzione dell’incidenza dell’obesità, diabete, pressione alta, colesterolo alto e alcuni tipi di cancro.

2) È la posizione dell’American Dietetic Association (la maggiore associazione di nutrizionisti al mondo) che diete vegetariane opportunamente programmate, tra cui vegetariano totale o diete vegane, sono salutari, e nutrizionalmente adeguate e possono fornire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune malattie. Diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui durante tutte le fasi del ciclo vitale, inclusi gravidanza, allattamento, infanzia, infanzia e adolescenza e per gli atleti. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19562864

Specismo, riposa in pace.

—————————————————————————

► 21 – I VEGANI HANNO CARENZE DI VITAMINE E MINERALI E DEVONO USARE INTEGRATORI

A chi vuole difendersi dall’accusa di uccidere animali inutilmente, piace spesso tirar fuori la storia dei vegani che avrebbero bisogno di assumere integratori alimentari al fine di colmare delle presunte carenze.
Ma facciamo un po’ di calcoli…

Secondo i dati pubblicati dalla Ims Health, nel 2014 in Italia ne sono state vendute circa 147 milioni di confezioni, con un fatturato di quasi 2,2 miliardi di euro.
(http://www.fedaiisf.it/integratori-farmacia-dati-ims-compa…/

)Se, come sostengono alcuni, la dieta onnivora è la più salutare e la sola a scongiurare il rischio di carenze alimentari, dove vanno a finire quei 147 milioni di confezioni di integratori? Son destinate tutte ai vegani?
Considerando il fatto che il numero dei vegani in Italia ammonta a circa 700.000, ognuno di loro dovrebbe consumarne in quantità industriali (210 confezioni all’anno per una spesa di circa 3.000 euro)!

La verità è che alimentarsi senza fare uso di prodotti di origine animale è fattibile e salutare.
Quindi, quando qualcuno tira fuori la favola di carenze alimentari di cui soffrirebbero i vegani, ricordategli quanto in realtà sia proprio la parte non-vegana del paese ad alimentare il mercato degli integratori e, soprattutto, consigliategli di fare uso dell’unico integratore che forse non hanno mai preso in considerazione: l’empatia.

Una critica mossa frequentemente ai regimi alimentari dei vegani si basa sul loro bisogno di essere integrati di vitamina B12 (anche se non tutti i vegani fanno uso di B12) che, in base a quanto accertato finora, si trova nella carne, ma, a detta di quasi tutti, sarebbe assente nelle piante. Ma è ragionevole propagandare quel regime alimentare come “incompleto”?

La situazione è questa: i vegani, se hanno carenza di B12, prendono un supplemento di vitamina B12, direttamente o indirettamente da cibi fortificati, mentre chi mangia carne (comunque a rischio di carenza di B12, dato che il suo assorbimento viene influenzato da molti fattori, quali anche la digestione) avrebbe un’alimentazione “completa”, considerando che la B12 è naturalmente presente nella carne degli animali.
Ma è davvero così? Niente affatto, perché c’è un dettaglio di cui si parla poco.

A livello mondiale nel 2008 sono state prodotte, nelle fabbriche di quattro diverse aziende ( una francese, la Sanofi-Aventis, e tre cinesi) circa 35 tonnellate di vitamina B12 [1]. Una quantità che equivale, grosso modo, a sei volte il fabbisogno nutrizionale della popolazione umana mondiale[3]. Dove va a finire tutta quella B12? Negli integratori destinati ai vegani? Dovrebbero davvero ingerirne in quantità industriali ed essere un’enorme moltitudine! [2]
No davvero. La realtà è che solo una minima parte dell’intera produzione va a finire negli integratori. La gran parte serve per arricchire i mangimi destinati agli animali degli allevamenti.

Infatti la B12 è tanto poco prodotta dagli animali quanto dalle piante, essendo esclusivamente di origine batterica. In natura è tipico che gli erbivori la ricavino dallo “sporco” presente negli alimenti di cui si nutrono. Al contrario, all’interno dell’ambiente controllato degli allevamenti intensivi o (nei rari casi di animali al pascolo) in terreni orami consunti e poveri di cobalto (necessario per la formazione della B12) questo non ha che un ruolo marginale. Il mangime somministrato agli animali viene sistematicamente arricchito di vitamina B12. Teniamo presente anche che i pochi animali che non sono in allevamenti intensivi, non si nutrono di solo pascolo, ma vengono sempre alimentati con mangime (e quindi anche con integratori vari) durante la stagione troppo fredda o troppo secca e durante la fase di “finitura” prima del macello. E questa B12, come quella negli integratori usata da vegani, è prodotta industrialmente per fermentazione, di solito a partire da colture di batteri.

Quella della B12 è una molecola grande e complessa, assorbita e utilizzata dagli animali, che la immagazzinano nella carne senza trasformarla. Le molecole di B12 che chi mangia carne afferma di ricavare “in modo del tutto naturale” da un’alimentazione “completa”, sono soltanto trasportate dal corpo dell’animale. Provengono infatti dall’industria di quattro fabbricanti di livello mondiale, esattamente come le molecole di B12 usate dai vegani che ne fanno uso.
Insomma: i vegani, in caso di carenza di B12, prendono la vitamina B12 prodotta industrialmente mentre le persone che mangiano carne prendono la B12 prodotta industrialmente e “imballata” negli animali (e possono comunque soffrire di carenze pur mangiando animali).

Per la precisione, ai ruminanti (bovini e ovini), non viene somministrata direttamente la vitamina B12 bensì un integratore di cobalto per formare la B12 nei loro corpi. All’interno del rumine di vacche, manzi, pecore e così via, avviene un processo di fermentazione mediante il quale i batteri producono B12 – a patto che dispongano di cobalto, che è un costituente fondamentale della molecola della vitamina. Lo stesso vale per i cavalli, i conigli e i pesci d’allevamento. I sali di cobalto utilizzati sono tossici e maneggiarli può danneggiare la salute ma se ne autorizza comunque l’uso: di necessità virtù. [3]
In questo caso la produzione di vitamina B12 può sembrare più naturale, avendo luogo per via batterica all’interno dell’apparato digerente degli animali, ma si tratta di un processo controllato e gli elementi chimici necessari sono forniti in quantità prestabilite: l’animale funge solo da reattore di fermentazione, prima di servire da imballaggio.

Il caso della B12 è particolarmente significativo perché la vitamina B12 è emblematica dell’accusa mossa al veganismo – però non all’alimentazione carnea – di non essere un’alimentazione “completa”. Il medesimo schema si ripete inoltre per diversi altri nutrienti di cui si dice che la carne sia ricca. La carne è ricca di ferro? Ma da dove viene questo ferro? Dall’integratore aggiunto alla dieta degli animali. Delle proteine animali si decanta tanto la ricchezza in amminoacidi essenziali, per precisione la lisina e la metionina. Ebbene, la produzione destinata agli allevamenti avviene rispettivamente per fermentazione batterica e per sintesi chimica ed è una tra le maggiori attività produttive dell’industria biochimica, attualmente in forte espansione a livello mondiale[4].
Si potrebbe proseguire con il calcio, lo zinco, lo iodio, la vitamina D e così via: nell’allevamento gli integratori di ognuna di queste molecole sono garantiti. Ed è per questo che l’alimentazione carnea è “completa”: grazie alla massiccia presenza di integratori imballati nelle carni di esseri senzienti.
Da notare inoltre che l’animale-imballaggio perde, poiché solo una piccola parte dei nutrienti aggiunti alla sua alimentazione è ancora presente nel suo corpo al momento dell’uccisione. Ed è proprio per questo motivo, ad esempio, che attualmente l’industria produce una quantità di vitamina B12 sei volte superiore al fabbisogno mondiale della popolazione umana.

Alcuni vegani prendono integratori alimentari? Lo stesso fanno i carnivori, senza (volerlo) sapere, e possiamo ben dire che siano tutti i carnivori a prendere integratori, dato che tutti gli animali, prima di andare al macello, assumono integratori nel mangime. I carnivori, che tanto aspirano ad un desiderio di “autenticità”. sono proprio quelli che ne sono più lontani. Qualunque sia il senso attribuito al termine, quale autenticità ci può essere nel nascondere i fatti? Se è necessario integrare la propria dieta, che almeno lo si faccia alla luce del sole, piuttosto che rivolgersi agli animali non umani per occultare le sostanze da integrare nelle loro carni.
I veri consumatori di integratori sono quelli che mangiano carne: è innanzi tutto per loro che l’industria sforna vitamina B12, aminoacidi, sali di cobalto, zinco, rame… Se l’argomento “integratori alimentari” ha un peso, è in favore del rifiuto di cibarsi degli animali.
E, in conclusione, un consiglio sincero a chi mangia animali: fatevi un’analisi per vedere i vostri livelli di B12; potrebbero riservare delle sorprese. sorprese.

Note:
1. Zhang Yemei, “New round of price slashing iin vitamin B12 sector. (Fine and Specialty)”, 1/2009
2. 35 tonnellate di B12 suddivise tra sei miliardi di esseri umani per 356 giorni fanno 16 microgrammi al giorno. Spesso la dose consigliata è di 2,4 microgrammi
3. “Direttive scientifiche sull’utilizzazione dei composti di cobalto in forma di additivi nell’alimentazione animale”, EFSA 2009.
4. “Greater Process Avilability in Lesine Production”: “Methionine: Global Outlook – The Next Decade”

—————————————————————————

► 22 – NON È VERO CHE PER PRODURRE LATTE BISOGNA UCCIDERE ANIMALI

Non esiste industria del latte senza sfruttamento e violenza sugli animali. La mucca “da latte” non esiste, come non esiste una pecora, una capra, una bufala “da latte”. In realtà, non sono altro che dei mammiferi come tanti e, come qualunque altro mammifero, necessitano del concepimento per entrare nella fase della lattazione. Quindi, non sono macchine che producono latte senza scopo, ma lo fanno, al pari degli umani, solo quando mettono al mondo un figlio, per nutrirlo.

Nessun allevatore – neppure in un allevamento biologico o al pascolo – potrebbe permettersi il mantenimento delle mucche, delle capre, delle pecore, delle bufale, quando diminuisce o cessa la loro produzione di latte. Tantomeno potrebbe evitare di uccidere i loro figli maschi, che non producono latte (o le femmine in eccesso), fatti nascere unicamente allo scopo di forzare le madri a produrre latte. Per mantenere un numero così grande di ”capi improduttivi” occorrerebbero infatti estensioni di terreno e quantità di risorse tali da rendere fallimentare qualsiasi tipo di allevamento.
Se il figlio è maschio non potrà vivere come mucca, pecora, bufala, capra “da latte”, perciò vivrà al massimo qualche mese e poi verrà macellato. Anche se è femmina, potrà vivere per prendere il posto della madre, ma solo quelle non in eccesso seguiranno questo destino, mentre le altre andranno al macello coi loro fratelli.
Non è pensabile che possano essere mantenuti “a sbafo” animali improduttivi (i maschi, e le femmine in più), anche nei piccoli allevamenti. Significherebbe far crescere i costi in maniera enorme.

Le madri stesse, dopo essere state sfruttate per il latte per qualche anno, vengono portate al macello quando la loro produzione di latte comincia a calare, spesso completamente esauste a causa di continue gravidanze e traumi.

—————————————————————————

► 23 – IO SO CHE ANCHE LE FORMICHE ALLEVANO INSETTI DI ALTRE SPECIE, QUINDI È UNA COSA NORMALE

In etologia, il rapporto tra le formiche e larve delle farfalle Licenidi rientra nella categoria del “mutualismo”. Sia i bruchi che le pupe di queste farfalle utilizzano segnali chimici e acustici per condizionare il comportamento delle formiche, ricevendone protezione contro i parassiti e i predatori. Inoltre le larve hanno anche una struttura ghiandolare specializzata che produce sostanze nutritive gradite alle formiche, contribuendo in maniera decisiva alla relazione mutualistica. Quindi, le formiche proteggono le larve e le larve producono un nettare la cui unica funzione è quella di attrarre le formiche e garantirsi la loro protezione.

Nell’allevamento di altre specie da parte degli umani, invece, gli animali producono qualcosa di essenziale per loro stessi (uova, latte e il loro stesso corpo) e gli umani non le proteggono, ma li fanno nascere, li confinano e, infine, li uccidono. Quindi non si tratta di mutualismo, ma di sfruttamento e uccisione programmata fin dalla nascita dell’animale allevato.

Inoltre, questo tipo di argomentazione ricorda lo stesso di concetto alla base della famosa frase “Io mangio carne perché lo fanno anche i leoni”. Ma si sceglie del comportamento dei leoni solo quello che fa comodo, mentre altro viene ignorato, come il fatto che i leoni uccidono i cuccioli di leone concepiti da un altro maschio per accoppiarsi con la loro madre. E, riguardo alle formiche, se proprio uno volesse prenderle come proprio modello di morale, va ricordato che la regina depone alcune uova, tutte fecondate in modo da far nascere formiche femmine, ma nella celletta la regina può nutrirsi solo del cibo che si era portata lasciando la colonia di provenienza ed è costretta a mangiare i propri figli per sopravvivere. Quindi se proprio qualcuno volesse adottare le formiche come modello etico nella vita di tutti i giorni, pure in questo caso, dovrebbe giustificare anche l’infanticidio.

—————————————————————————

Scopri di più sull’industria alimentare:
https://goo.gl/bCshVn

—————————————————————————

Fonte:
www.oipa.org/italia/vegetarismo/faq

www.facebook.com/codiceabarre1/notes‪#‎GiustiziaAnimalista‬ ‪#‎animali‬ ‪#‎vita‬ ‪#‎compassione‬‪#‎maltrattamento‬ ‪#‎sfruttamento‬ ‪#‎sofferenza‬ ‪#‎violenza‬ ‪#‎tortura‬‪#‎specismo‬ ‪#‎ingiustizia‬ ‪#‎govegan‬ ‪#‎allevamento‬ ‪#‎NOcarne‬‪#‎STOPintensivi‬

foto di Paolo Bernini.

Tante persone quest’anno festeggeranno la pausa natalizia con cenoni o pranzi e sopra le loro tavole ci saranno tante pietanze di varia natura, vegetale e animale. Per festeggiare un giorno di pace e di gioia vi invito a scegliere un menù vegetale, vi assicuro che non rimpiangerete nulla, anzi, ne guadagnerà l’ambiente, la salute e soprattutto gli animali.

Buon Natale/

——————————————————————

ASSOVEGAN.IT
—————————————————————————————————————
 ———————————————————————————————————-
————————————————————————————————————

Michele Mjj Re http://www.thepetitionsite.com/…/we-ask-the-chinese…/

http://www.thepetitionsite.com/it-it/143/392/284/we-ask-the-chinese-government-for-the-immediate-introduction-of-laws-for-the-protection-of-animals-/

—————————————————————————-

foto di Tash Anderson.

Tash Anderson con Pablo Schaub.

So you don’t want to hear about the truth… That’s ok. I will show you. Pig crates. This is where your bacon comes from. Try spending your entire life in one of these.
You’re welcome 😊

——————————————————————

Ci sono realtà che l’industria della carne tiene deliberatamente nascoste per far sì che i consumatori acquistino certi prodotti. Gli orrori che…
—————————————————–

 https://www.youtube.com/watch?v=nRkoc4UTAt4

——————————————————————————-

..——————————————————————————————————————
————————————————————————————————————

‪#‎COP21‬ CONFERENZA DI PARIGI SUL CLIMA. IL VERO PROBLEMA AMBIENTALE E’ STATO IGNORATO.

Riassunto del dibattito e proiezione Cowspiracy: The Sustainability Secret al Parlamento italiano
Organizzato da ‪#‎M5S‬ e Essere Animali.

“La mia presenza come portavoce parlamentare del Movimento 5 stelle ha determinato la scelta di portare in parlamento questi temi ed essere il portavoce, almeno, di sei milioni di vegetariani e vegani e soprattutto di tutti gli animali, senza distinzione di specie e per questo di diritti di cui sono naturalmente portatori.

L’Antispecismo, inteso come rifiuto di considerare una specie superiore ad un’altra, quindi in questo caso la razza umana come superiore alle specie non umane, è la filosofia a cui faccio riferimento, sia personalmente, sia come Parlamentare, e la intendo come lotta ad ogni razzismo e in favore dei diritti di tutti i viventi.

Quando sono entrato qui dentro tutti mi chiedevano il perché del mio stile di vita; perché ho scelto di non mangiare cibi i cui ingredienti erano animali o loro derivati, e perché ho scelto di non indossare neppure vestiti o scarpe fatti con pezzi di animali, di esseri viventi.

In questo frangente storico la vera domanda da farsi è perché il nostro modello di società attraverso i media e le istituzioni ci spinge a mangiare carne e bere latte destinato ai cuccioli di altri animali, vestirci con capi in pelle, quando esistono tante alternative a questo modello di vita (e sono sempre esistite);
il motivo è molto semplice:
il modello di società a cui aspiriamo con il nostro stile di vita, è mettere fine a un sistema economico basato sulla violenza e l’ingiustizia che però frutta un sacco di soldi…e tutto questo non viene visto di buon occhio dall élite finanziaria mondiale visto che il modello di società a cui aspirano e che ci propinano è quella del consumo sfrenato, quindi più andremo avanti le nostre azioni quotidiane più dovremo aspettarci un attacco violento e sistematico nei confronti del nostro stile di vita non violento…

però crediamo fermamente di essere nel giusto, quello che facciamo oltre a non uccidere e sfruttare esseri viventi non senzienti, contribuisce ad eliminare il problema dell’inquinamento ambientale e della deforestazione aumenta la qualità della salute umana e sopratutto permetterebbe di sconfiggere la fame nel mondo,

con il nostro esempio porteremo il cambiamento in questa società risvegliando il senso di giustizia e di pace a cui tendiamo da quando l’umanità è su questo pianeta ispirati da tanti personaggi illustri del passato come leonardo da vinci, plutarco, pitagora, ghandi, einstein.

A seguito del fallimento della Cop 21 di Parigi in cui il grande assente è stato proprio il tema della devastazione causata dagli allevamenti animali e gli effetti che questi hanno per i cambiamenti climatici, oggi più che mai, assume valore questo documentario denuncia che tutti dovremmo vedere per modificare i nostri comportamenti quotidiani.

Saro’ il portavoce di questi temi che ci stanno a cuore. Grazie a tutti voi per essere qui e grazie ai moltissimi che ci seguono in streaming.

Riporto una frase di Beppe Grillo che disse durante un suo spettacolo e che fa il punto della situazione.
La politica si fa al supermercato, ce l’abbiamo nel carrello, è lì che andiamo a votare tutti i giorni.”

——————————————————————————————————————————————-

———————————————————————————————————

LA VERA BESTIA – Animal Video Community –

Non si vive nella foresta tropicale. Né nella savana, né si vive su di un’isola deserta. Non è più tempo di scuse, né di tacere. Perchè continuare a scegliere ed alimentare la disperazione, il terrore, l’agonia, la sofferenza, il sangue e la morte di innumerevoli vittime coscienti e senzienti come noi? Oggi tu puoi scegliere se far sparare ogni giorno la tua forchetta o meno. Prendi coscienza – Non finanziare ed alimentare più questo oceano di sangue quotidiano – Non esserne più complice e mandante. ‪#‎failaconnessione‬

———————————————————————————————————————

 Non ci sono immagini forti in questo video. Vedrai solamente come una mucca sta aspettando il suo turno prima di essere macellata. Condividi per far riflettere!
——————————————————————————–
Gli “illuminati”quelli che controllano il mondo,ci fanno mangiare gli animali e gli ogm per distruggere la nostra biologia,per indurci poi a curarci con i…
————————————————————-..
Vietnam is on the precipice of drafting its first-ever animal protection laws that could help cattle, dogs, bears and other animals. YOU can help make it happen!
————————————————————————–

 “Quegli animali…bisogna curarsi di loro. Non bisogna mangiarli”.

Saggezza, purezza e amore di un bambino…

———————————————————————-

Non è una dieta, ma una scelta etica, che sempre più persone fanno: ma cosa dovresti mangiare se sei vegano?
………………………………………………………
Precedente Michael Jackson's SYMBOLISM.......MUST SEE..........!!! Successivo Omaggi "SUBLIMINALI" a Michael Jackson al 66-o Festival di SANREMO 2016...!!